Sport e digitale, un’alleanza possibile per i giovani: disponibili i video integrali del convegno al Teatro Verdi

Che cosa succede quando lo smartphone e i social entrano nella quotidianità di un ragazzo o di una ragazza che fa sport? In che modo la vita digitale influisce sulla percezione del corpo e sul tempo dedicato agli allenamenti?
A queste domande ha cercato di dare risposte concrete e condivise il convegno «Comunità educante e patto sociale: l’equilibrio tra sport e digitale. Genitori, allenatori ed educatori insieme per una opportunità di crescita condivisa», svoltosi al Teatro Verdi di Ferrara nell’ambito del Ferrara Sport Festival.
L’incontro, promosso all’interno del progetto Alleanza Digitale sostenuto dalla Fondazione di Ferrara, ha visto la partecipazione attiva di un pubblico attento ed eterogeneo: da un lato famiglie e genitori di preadolescenti e adolescenti, dall’altro dirigenti, presidenti e tecnici delle società sportive del territorio.
I due grandi nodi: la dittatura dell’immagine e la gestione del tempo
Guidati dagli interventi di Elisa Stefanati (psicoterapeuta) e Giordano Barioni (pedagogista), i lavori hanno messo a fuoco le due dimensioni in cui l’abuso dello schermo rischia di compromettere la crescita serena dei ragazzi:
- La distorsione della corporeità: nello sport il corpo è il protagonista assoluto, ma oggi gli schermi lo filtrano costantemente attraverso la logica dei like, dei filtri e del confronto continuo online. Questo genera insicurezze che dai social scivolano direttamente negli spogliatoi e sui campi da gioco.
- La cattiva gestione del tempo e il drop-out sportivo: l’iperconnessione finisce per rubare spazio prezioso allo studio e al riposo. Quando la giornata si satura di vita virtuale, la prima attività a essere sacrificata è spesso lo sport: non perché sia svanita la passione, ma per l’incapacità di gestire le priorità quotidiane.
«Non siamo qui per demonizzare la tecnologia, ma per costruire un’alleanza educativa: genitori, allenatori ed educatori devono condividere le stesse regole del gioco per aiutare i giovani a fare del digitale un’opportunità e dello sport un presidio insostituibile di benessere.»
Verso un patto educativo condiviso
Il messaggio centrale emerso dalla mattinata è netto: nessuno dei protagonisti della comunità educante può farcela da solo. Gli allenatori rappresentano spesso i punti di riferimento più autorevoli per i ragazzi dopo la famiglia, mentre i genitori necessitano di strumenti pratici per riconoscere i primi campanelli d’allarme tra le mura domestiche.
Da questo confronto nasce la volontà di stringere un vero e proprio patto sociale per lo sport giovanile ferrarese, affinché la cultura del movimento e della relazione reale torni a prevalere sull’isolamento da schermo.
Guarda le registrazioni integrali
Per chi non ha potuto partecipare o desidera riascoltare i contributi dei relatori, sono disponibili le riprese complete del convegno suddivise in due parti:

Prima Parte: Apertura e il Ruolo della Comunità Educante
Introduzione all’iniziativa, analisi del contesto ferrarese e primo focus sul rapporto tra immagine corporea, social media e abbandono dell’attività sportiva giovanile.
